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Startup: la guida completa e aggiornata

Cos’è una startup? In questo articolo noi di Grownnectia andiamo a chiarire qualche dubbio in proposito. in particolare, parleremo di cos’è davvero una startup, quali caratteristiche deve avere per essere definita tale, quali e quanti tipi di aziende di questo genere abbiamo e i costi affinché un progetto imprenditoriale giovane e innovativo sia realmente sostenibile.

Cos’è una startup?

Parliamo di un’impresa appena nata (da qui il termine startup, a indicare la fase di accensione, di avvio) che, sfruttando un’idea imprenditoriale innovativa, offre al mercato una soluzione a un problema sino a quel momento irrisolto. Tra le sue caratteristiche principali ci sono scalabilità, provvisorietà, e rapida crescita.

Ti abbiamo fornito solo una delle tante definizioni possibili. Eric Ries, imprenditore e inventore del metodo lean , vede la startup come “un’istituzione umana concepita per offrire nuovi prodotti o servizi in condizioni di estrema incertezza“, mentre per Steve Blank si tratta di “un’organizzazione temporanea in cerca di un business model replicabile e scalabile“.

Le caratteristiche

Con questa guida vogliamo farti capire soprattutto un concetto.

Non basta che un’organizzazione sia all’inizio della propria esistenza: nei prossimi paragrafi andiamo ad osservare da vicino quali sono le caratteristiche inderogabili che una realtà imprenditoriale deve possedere per essere definita startup (in alternativa si parla di Piccola o Media Impresa). Ovvero, essere:

Scalabile

In economia con scalabilità si fa riferimento alla capacità di crescita di un business (in termini di affari, di clienti etc.) pur senza l’utilizzo di mezzi proporzionali.

Un business scalabile riesce ad aumentare le proprie dimensioni anche in maniera esponenziale senza il pericolo di dover fare i conti con risorse scarse e, tendenzialmente, è capace di farlo anche nel giro di poche settimane/mesi.

Replicabile

L’idea alla base del progetto imprenditoriale dovrà essere capace di essere replicabile anche in Paesi lontani da quello in cui è stato concepito, con modifiche risibili o nulle. Basti pensare ai casi AirBnB, Spotify, Uber e Zalando, solo per fare qualche esempio di startup divenute famose.

Innovativa

L’alto tasso di innovazione è un’altra delle caratteristiche necessarie affinché un’azienda possa essere definita startup. Essa nasce per fornire un prodotto o un servizio che si occupa di un problema sino a quel momento irrisolto o di un bisogno ancora insoddisfatto.

Vuoi un esempio? Miomeal è la startup supportata da Grownnectia che è riuscita a scalare il mercato partendo con noi semplicemente da un’idea di fondo: offrire al mercato la possibilità di consumare healthy food ovunque.

Qui Miomeal si racconta e racconta la sua storia.

Siamo anche entrati nel capitale sociale, investendo nella startup.

Momentanea

Se nulla è per sempre, ciò vale a maggior ragione per una startup. Un progetto imprenditoriale innovativo, scalabile, replicabile deve essere anche momentaneo, perché deve prefiggersi l’obiettivo di diventare grande. 

Airbnb, nata nel 2008 come startup, nel 2022 non può certo considerarsi come tale (quasi 6 miliardi di dollari di fatturato nel 2021)

Sostenibile

Alla base dell’idea imprenditoriale deve esserci la sostenibilità economica. La stragrande maggioranza di queste realtà, purtroppo, falliscono non riuscendo neanche a superare la fase preseed. In questo senso, la capacità di raccolta fondi attraverso la presentazione di un piano finanziario e di un business plan, al di là della bontà dell’idea, appare tra gli elementi decisivi.

Hai bisogno di un piano finanziario per startup? Scopri come fare.

Quante startup?

Steve Blank è un imprenditore americano, tra i massimi esperti mondiali del settore. Secondo la sua opinione è possibile individuare 6 tipi di startup:

  1. Lifestyle: nate per pura passione
  2. Business familiari: caratterizzata da crescita lenta
  3. Silicon Valley: puntano su alta tecnologia e sono a crescita rapida
  4. Nate per l’exit: realtà nate per essere vendute in tempi brevi
  5. Grandi dimensioni: pur da anni sul mercato, cercano continuamente una strada per crescere e innovare
  6. Social: puntano a cambiare il mondo dal punto di vista socioculturale, non preoccupandosi dei profitti

Quanto costa e quanto si guadagna? L’opinione di Massimo Ciaglia

La risposta è: dipende. Il metodo Lean consente di minimizzare i costi e i rischi. Sull’argomento ti invitiamo a leggere l’articolo di Massimo Caiglia sulla metodologia Lean,innovativo metodo studiato dall’imprenditore e mentor americano, Eric Ries.

Quanto è possibile guadagnare con una startup? Guarda la pillola di Massimo Ciaglia

 

La startup innovativa in Italia

Il Mise ha stabilito diversi requisiti affinché un’azienda italiana possa definirsi tale:

  • è un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni
  •  ha residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo, ma con sede produttiva o filiale in Italia
  •  ha fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro
  •  non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione
  •  non distribuisce e non ha distribuito utili
  •  ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico
  •  non è risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda

Inoltre deve rispettare almeno 1 dei seguenti 3 requisiti soggettivi:

  1.  sostenere spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione;
  2.   impiegare personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
  3.     è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

 

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