Cosa significa MVP: ecco come si sviluppa e a cosa serve

Il Minimum Viable Product o MVP o ancora  prodotto minimo funzionante  è uno dei passaggi indispensabili per definire il tuo prodotto finale attraverso lo studio della clientela.

L’MVP è il primo passo concreto da compiere quando si avvia la propria attività. Senza questo passaggio, potremmo incombere nel rischio di progettare un prodotto che nessuno vuole…veramente.

La volta precedente abbiamo parlato del ruolo dell’advisor all’interno di una startup.

Questa volta vogliamo parlarvi di un altro aspetto da non sottovalutare, quando si parla di startup: l’MVP.

Ma cosa significa esattamente?

Questo acronimo appare con molta frequenza all’interno del metodo lean startup. Il termine si riferisce al “minimum viable product” ossia alla versione iniziale di un prodotto che, verosimilmente, verrà adoperato dagli early adopters.

Ma andiamo per gradi.

Prendiamo come esempio un caso pratico: se la startup deve lanciare un prodotto (ipotizziamo ciambelle) la prima versione del nostro prodotto non sarà quella definitiva, ma sarà una versione intermedia che somministreremo ai nostri potenziali clienti.

MVP, un po’ di storia!

Il  prodotto minimo funzionante  si inserisce all’interno del processo che porta alla creazione di una startup e si basa sul paradigma citato da Eric Ries “Build, Measure, Learn” divenuto nel tempo uno dei capisaldi della metodologia Lean Startup.

Giusto sottolineare, però, che il concetto di Minimum Viable Product (MVP) è stato introdotto per la prima volta da Frank Robinson, uno dei fondatori della società di consulenza in startup SyncDev, mentre lavorava come consulente presso la società di software e-commerce Fujitsu nel 2001.

A sdoganare il concetto è stato proprio Eric Ries, nel suo libro “The Lean Startup” pubblicato nel 2011, a popularizzare il concetto di MVP e a descriverlo in dettaglio come parte della metodologia Lean Startup. Ries ha evidenziato l’importanza di sviluppare un MVP come strumento per validare rapidamente un’idea di prodotto con i clienti e imparare dall’esperienza.

Da allora, l’uso di MVP è diventato una pratica comune per le startup e le aziende innovative in tutto il mondo.

Perché l’MVP è cosi importante nel nostro processo?

Il metodo Lean Startup permette di validare un prodotto o servizio nella maniera più veloce possibile, minimizzando gli sprechi. Senza una metodologia, rischiamo di far diventare la nostra idea un fallimento totale.

Questo non vuol dire che il fallimento non deve esistere all’interno di una startup, ma deve essere parte di un processo che “per prove ed errori” ci consente di arrivare al prodotto finale.

Senza un approccio del genere, il rischio è di procedere nel seguente modo:

  • Mesi di brainstorming per partorire la startup del secolo
  • Denaro, tempo e fatica per lanciarla
  • Fase di testing poco strutturata
  • Lancio del prodotto
  • Fallimento

Capiamo da subito che l’importanza dell’MVP non può essere messa in secondo piano. Costruendo il nostro prodotto o servizio nella maniera più veloce possibile, analizzando feedback e dati dei nostri utenti, creeremo un processo di miglioramento continuo che ci condurrà fino alla creazione del prodotto finale. Procedere diversamente potrebbe rivelarsi un metodo completamente fallimentare.

Le 3 caratteristiche di un MVP

Un Minimum Viable Product  è sostanzialmente un prototipo funzionale di un prodotto che viene creato con un investimento minimo di risorse per verificare la validità dell’idea di base e ricevere feedback dai potenziali clienti. Le tre principali caratteristiche di un MVP sono:

  1. Funzionalità essenziali: Un MVP deve avere solo le funzionalità essenziali necessarie per soddisfare le esigenze principali dei clienti. Questo significa che l’obiettivo principale dell’MVP è quello di testare l’idea di base del prodotto, piuttosto che offrire un prodotto completo.
  2. Velocità di sviluppo: L’obiettivo principale di un MVP è di essere sviluppato il più rapidamente possibile, in modo da poter essere testato e validato il prima possibile. Questo significa che l’MVP deve essere semplice da sviluppare, implementare e testare.
  3. Feedback dei clienti: Un’altra caratteristica importante di un MVP è che deve ricevere feedback dai potenziali clienti. Questo può essere fatto attraverso interviste, sondaggi, analisi dei dati e altre tecniche di raccolta di feedback. L’obiettivo principale è quello di utilizzare queste informazioni per migliorare il prodotto e soddisfare meglio le esigenze dei clienti.

MVP per la tua idea di business: ecco cosa significa e quando serve. Guarda anche il video con i preziosi consigli di Massimo Ciaglia

Come si realizza un MVP?

Quando uno startupper ha compreso il problema che è chiamato a risolvere deve poter definire una soluzione. Il Minimum Viable Product, infatti, non è la panacea per tutti i mali: se commettiamo degli errori durante la strategia, qualsiasi idea di business non avrà vita lunga.

Scopri come creare un MVP a prova di investitori.

Una volta chiarito questo aspetto ci dobbiamo chiedere: che tipo di Minimum Viable Product devo sviluppare? Che scopi voglio raggiungere?

Una volta che abbiamo risposto a queste due domande, possiamo procedere allo sviluppo del nostro MVP che deve necessariamente:

  • Essere sviluppato sul concetto “Build, Measure, Learn
  • Poter essere testato su un numero sufficiente di utenti (le nostre buyer personas)
  • Poter essere percepito come elemento che risolve un problema.

Esempi possono essere una landing page che presenta punti di forza del nostro prodotto, oppure un video su Youtube di 30 secondi, le possibilità per crearle sono ampie e disparate: l’unico vero limite è la vostra creatività.

Sono validi esempi anche prodotti fisici molto minimali. L’importante è capire se l’utente, che viene a contatto con questi prodotti, sia realmente interessato al loro utilizzo o quantomeno a capire se può essere la soluzione al suo bisogno.

Qualche esempio concreto

Nel corso della storia molte startup di successo hanno lanciato il loro prodotto avvalendosi di un Minimum Viable Product. Di seguito alcuni esempi:

  • I proprietari di Dropbox, l’innovativo servizio di file-sharing, lanciarono un video esplicativo della piattaforma con una conversione su una landing page: quel video era il loro MVP.
  • La piattaforma Buffer, molto in voga tra i marketer, aveva come MVP una landing page con un headline dove l’utente – tramite una CTA – poteva lasciare la sua mail per saperne di più.
  • Foursquare, invece, ha optato per un mock-up del proprio applicativo, inserendo solo le funzionalità di base.
  • Zappos ha creato un MVP per testare l’idea di vendere scarpe online. Gli sviluppatori hanno creato un sito web molto semplice che mostrava le foto delle scarpe e le descrizioni dei prodotti. Hanno poi acquistato le scarpe da un negozio locale e le hanno spedite ai clienti. Dopo aver ricevuto un feedback positivo, hanno continuato a sviluppare il loro sito web e la loro azienda.
  • Buffer ha utilizzato un MVP per testare l’idea di un’applicazione di social media management. Gli sviluppatori hanno creato un sito web che mostrava solo una pagina di login e un campo per scrivere i post sui social media. Hanno poi pubblicizzato il loro prodotto su Twitter e hanno ricevuto un feedback positivo. Da lì, hanno continuato a sviluppare il loro prodotto.

Nonostante le differenze, il fine è sempre lo stesso: miglioramento continuo del prodotto minimizzando gli sprechi. Ogni ciclo di test darà dei risultati che serviranno nel processo iterativo perfezionando così il prodotto e avvicinandolo sempre più al raggiungimento del product market-fit e quindi alla possibilità di scalare il business e ottenere successo.

Vista la sua importanza, se anche tu necessiti di un  prodotto minimo funzionante per poter validare ed eventualmente migliorare il tuo prodotto o servizio, hai la possibilità di rivolgerti a dei professionisti con anni di esperienza nel settore startup.

Come? Indicaci qual è il tuo progetto, i tuoi dubbi e quali sono le tue problematiche con una

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