MVP

Cosa significa MVP: ecco come si sviluppa e a cosa serve

Scopri uno dei passaggi indispensabili per definire il tuo prodotto finale attraverso lo studio della clientela

L’MVP è il primo passo concreto da compiere quando si avvia la propria attività. Senza questo passaggio, potremmo incombere nel rischio di progettare un prodotto che nessuno vuole…veramente.

La volta precedente abbiamo parlato del ruolo dell’advisor all’interno di una startup.

Questa volta vogliamo parlarvi di un altro aspetto da non sottovalutare, quando si parla di startup: l’MVP.

Ma cosa significa esattamente?

Questo acronimo appare con molta frequenza all’interno del metodo lean startup. Il termine si riferisce al “minimum viable product” ossia alla versione iniziale di un prodotto che, verosimilmente, verrà adoperato dagli early adopters.

Ma andiamo per gradi.

Prendiamo come esempio un caso pratico: se la startup deve lanciare un prodotto (ipotizziamo ciambelle) la prima versione del nostro prodotto non sarà quella definitiva, ma sarà una versione intermedia che somministreremo ai nostri potenziali clienti.

L’MVP si inserisce all’interno del processo che porta alla creazione di una startup e si basa sul paradigma citato da Eric Ries “Build, Measure, Learn” divenuto nel tempo uno dei capisaldi della metodologia Lean Startup.

 

Perché l’MVP è cosi importante nel nostro processo?

Il metodo Lean Startup permette di validare un prodotto o servizio nella maniera più veloce possibile, minimizzando gli sprechi. Senza una metodologia, rischiamo di far diventare la nostra idea un fallimento totale.

Questo non vuol dire che il fallimento non deve esistere all’interno di una startup, ma deve essere parte di un processo che “per prove ed errori” ci consente di arrivare al prodotto finale.

Senza un approccio del genere, il rischio è di procedere nel seguente modo:

  • Mesi di brainstorming per partorire la startup del secolo
  • Denaro, tempo e fatica per lanciarla
  • Fase di testing poco strutturata
  • Lancio del prodotto
  • Fallimento

Capiamo da subito che l’importanza dell’MVP non può essere messa in secondo piano. Costruendo il nostro prodotto o servizio nella maniera più veloce possibile, analizzando feedback e dati dei nostri utenti, creeremo un processo di miglioramento continuo che ci condurrà fino alla creazione del prodotto finale. Procedere diversamente potrebbe rivelarsi un metodo completamente fallimentare.

Come si realizza un MVP?

Quando uno startupper ha compreso il problema che è chiamato a risolvere deve poter definire una soluzione. L’MVP, infatti, non è la panacea per tutti i mali: se commettiamo degli errori durante la strategia, qualsiasi idea di business non avrà vita lunga.

Una volta chiarito questo aspetto ci dobbiamo chiedere: che tipo di MVP devo sviluppare? Che scopi voglio raggiungere?

Una volta che abbiamo risposto a queste due domande possiamo procedere allo sviluppo del nostro MVP che deve necessariamente:

  • Essere sviluppato sul concetto “Build, Measure, Learn”
  • Poter essere testato su un numero sufficiente di utenti (le nostre buyer personas)
  • Poter essere percepito come elemento che risolve un problema.

Esempi di MVP possono essere una landing page che presenta punti di forza e di debolezza del nostro prodotto, oppure un video su Youtube di 30 secondi, le possibilità per crearle sono ampie e disparate: l’unico vero limite è la vostra creatività.

Sono validi esempi anche prodotti fisici molto minimali. L’importante è capire se l’utente che viene a contatto con questi prodotti sia realmente interessato al loro utilizzo o quantomeno a capire se può essere la soluzione al suo bisogno.

Nel corso della storia molte startup di successo hanno lanciato il loro prodotto avvalendosi di un MVP. Qui sotto vi riportiamo alcuni esempi:

  • I proprietari di Dropbox, l’innovativo servizio di file-sharing, lanciarono un video esplicativo della piattaforma con una conversione su una landing page: quel video era il loro MVP.
  • La piattaforma Buffer, molto in voga tra i marketer, aveva come MVP una landing page con un headline dove l’utente – tramite una CTA – poteva lasciare la sua mail per saperne di più.
  • Foursquare, invece, ha optato per un mock-up del proprio applicativo, inserendo solo le funzionalità di base.

Nonostante le differenze dei vari MVP, il fine è sempre lo stesso: miglioramento continuo del prodotto minimizzando gli sprechi. Ogni ciclo di test darà dei risultati che serviranno nel processo iterativo perfezionando così il prodotto e avvicinandolo sempre più al raggiungimento del product market-fit e quindi alla possibilità di scalare il business e ottenere successo.

Vista la sua importanza, se anche tu necessiti di un MVP per la tua startup per poter validare ed eventualmente migliorare il tuo prodotto/servizi, ma non sai come strutturarlo al meglio rivolgiti a dei professionisti.

Come? Indicaci qual è il tuo progetto, i tuoi dubbi e quali sono le tue problematiche con una

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