errori startup

7 regole da rispettare per non fallire dal principio

Il fallimento è ricorrente nel mondo startup, non fare gli errori più comuni.

Precedentemente vi avevamo presentato le 13 call a cui puoi ancora partecipare 13 call a cui puoi ancora partecipare. Oggi partiamo con un nuovo focus. Dopo il break primaverile è l’ora di tornare a pensare al proprio business!

Come?

Leggendo questo breve articolo sui 7 consigli pratici per non fallire subito con la tua startup.

Nel mondo delle startup innovative spesso c’è la tendenza a focalizzarsi solo sui casi di successo; le startup che sopravvivono o meglio ancora che si trasformano in aziende vere e proprie oppure che vengono acquisite dai big sul mercato.

Il mondo imprenditoriale italiano attorno alle startup innovative è fortemente influenzato da una cultura che denigra e stigmatizza il fallimento.

L’abitudine nel guardare la vetta del successo non ci permette di guardare l’altra faccia della medaglia: perché molte startup falliscono?

 

Ecco qui che parte il nostro focus, dove ti spiegheremo le 7 regole, da seguire se sei una startup innovativa, per non fallire subito:

1. Trova un mercato

Il mercato di riferimento è fondamentale per sopravvivere e scalare con la tua startup. Se non studi il mercato, avrai maggiori possibilità di fallire. Una startup deve adattarsi all’ambiente circostante, quindi al mercato, ma a differenza della natura, in cui le cose non seguono una logica, nelle startup si ha modo di seguire dati e metriche precise per ottenere risultati misurabili nel tempo.

2. Costruisci un business model sostenibile

Una startup deve essere sostenibile ovvero deve creare un business che monetizzi e che permetta di espandere il prodotto o servizio nel tempo. Se la startup non è in grado di produrre ricavi c’è qualcosa che non procede nel verso giusto. In proposito, ti consigliamo di leggere la regola n. 6.

3. Assumi lentamente e in modo efficiente

Nell’approccio Lean la continua iterazione, il minimun viable product e gli sprint bi-settimanali permettono di capire dove si sta sbagliando e quindi di intervenire immediatamente. Possiamo paragonare il successo di una startup alla teoria darwiniana: non sopravvive la specie più forte ma quella che si adatta al cambiamento, dagli errori si possono correggere e modificare i comportamenti.

4. Investi risorse nel marketing

Il marketing è fondamentale perché permette di esaminare con delle metriche specifiche se si sta procedendo nella direzione giusta, attraverso diversi A/B Test, anche facendo riferimento al funnel dei pirati. Il funnel dei pirati è una tecnica utilizzata dagli esperti di growth hacking che mette in pratica diverse operazioni di marketing, prettamente legate al digital, che vanno dall’acquisizione del cliente fino all’acquisto da parte di quest’ultimo del prodotto o servizio.

5. Sii sempre pronto al cambiamento

Un classico esempio di chi ha sottovalutato il cambiamento? NOKIA. Il problema di Nokia è principalmente legato all’evoluzione del mercato e la rivoluzione tecnologica. Di fatto Nokia ha prodotto smartphone ben prima di Apple. Il 7110 nel 1999 fu definito il primo smartphone per via della navigazione wap.  La goccia che ha fatto traboccare il vaso? È stata quella di approcciare al touchscreen molto tardi. Nokia è rimasta legata per troppo tempo al suo sistema operativo, non riuscendo a far fronte al mondo incalzante di Apple e Android che offrivano un’interazione con il telefono più intuitiva e moderna.

6. Risolvi problemi non vendere prodotti inutili: make product people want

Jack Ma, fondatore di Alibaba e Jeff Bezos, fondatore di Amazon, hanno una cosa in comune: hanno fallito. Il primo ha fondato un portale web che ha fallito in pochi mesi ed oggi è possessore di uno degli e-commerce più remunerativi della storia. In pochi sanno che prima Amazon era un sito di aste online che non utilizzava nessuno, dopo anni di lavoro si è trasformato in uno dei migliori marketplace che oggi tutti conosciamo. Il concetto è chiaro: sbagliare e imparare è fondamentale e soprattutto è importante saper modificare rotta, ossia saper fare pivoting.

7. Sul mercato vince sempre l’esecuzione migliore

A tal proposito Eric Ries nel suo modello Lean Startup afferma di fallire in fretta per impostare un progetto vincente, abbracciando la filosofia fail faster and succeed faster, il fallimento fornisce gli strumenti giusti per andare avanti e costruire delle solide basi per il proprio business.

 

Elogio al fallimento

In America il fallimento viene visto come una medaglia al valore, Federico Pistono afferma che viene visto come un rito di passaggio: è un requisito di ogni CEO in Silicon Valley.  La gestione del fallimento è diversa da paese a paese, specialmente in Silicon Valley che è stata pioniera di questa mentalità.

Il  fallimento è un passaggio necessario nella vita di un imprenditore, soprattutto se seriale. È difficile immaginare di creare un qualcosa, più volte senza sbagliare mai. Il fallimento è positivo se si può imparare dall’errore commesso per non commetterlo più. In Italia, purtroppo, non esiste una cultura imprenditoriale forte come quella americana.

Qui il fallimento è visto come un marchio negativo che ci si porta addosso per sempre e che ti identifica come un perdente e non come uno che prova, rischia e che, proprio per questo, può fallire.

Il vero imprenditore sa che nella sua vita dovrà effettuare molti pivot prima di arrivare al successo. Bisogna guardare ad un eventuale fallimento come una fase transitoria e non come la fine del viaggio, perché ciò che conta davvero è la mentalità, la vision.

Se hai un’idea imprenditoriale ma hai paura di fallire

Lascia un commento

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial